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QUALE ACQUA PER IL MIO BAMBINO?

leggete come scegliere ottime acque locali a basso costo. Impariamo a leggere l'etichetta

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QUALE ACQUA MINERALE PER IL MIO BAMBINO?

 

Per l’alimentazione dei bambini, preferire le acque con basso contenuto in sali (nell’etichetta corrisponde al residuo fisso a 180 Gradi Centigradi) sotto i 500 mg/litro.

Le altre acque possono avere un uso terapeutico (compresi effetti collaterali) in particolari condizioni, anche va detto che gli effetti collaterali negli adulti sono davvero rari perché l’acqua, anche la più ricca in sali, comporta comunque un introito di queste sostanze assai minore dei cibi. Anche per l’acqua minerale vale il principio della assunzione di vari tipi diversi, come è bene variare l’alimentazione in genere, per evitare le carenze di una dieta monotona.

Una menzione a parte per “l’acqua di fonte” in particolare di zone montane, che si ritiene erroneamente più salutare e genuina. Non sempre è così. Innanzitutto per la sterilità, poi per il contenuto in nitrati cancerogeni (elevati proprio in queste acque) e, nei bambini, per il fluoro che può essere eccessivo. Senza controlli adeguati, dubito della salubrità di tali acque.

Nella alimentazione dei bambini il problema è assai più importante per diversi motivi:

Il primo è che l’acqua è utilizzata nei primi mesi di vita per diluire il latte adattato in polvere. Quest’ultimo è accuratamente studiato per fornire nella quantità più precisa possibile tutti i nutrienti per il neonato e lattante. Qualunque alterazione della sua composizione rovina tutto il lavoro scientifico che ne è alla base. Si pensi solo alla concentrazione del latte. Occorre diluire ogni misurino di polvere, rasandone l’eccesso con un coltello senza pressare, ogni 30 ml di acqua. Questa misura è studiata accuratamente affinché il latte finale sia alla concentrazione ideale. Un latte troppo denso può creare squilibri intestinali fino a conseguenze gravi, mentre uno troppo diluito non nutre abbastanza, dilatando lo stomaco, alterando il senso di sazietà e sovraccaricando il rene. Ecco perché le formule per lattanti sono perfette così (non per niente abbastanza costose) e non si deve aggiungere altro (tanto meno i famigerati biscottini).

L’acqua usata per la diluizione, se troppo ricca in sali, altera la composizione del latte (il fluoro ad esempio si lega al calcio alterandone l’assorbimento; il pH se non neutro inibisce l’assorbimento di molte sostanze; etc.)

Un altro motivo, valido anche per i più grandicelli, è che l’eccesso di sali va evitato il più possibile. L’eccesso di sodio (soprattutto con la dieta: sale da cucina) predispone all’ipertensione da adulti e sovraccarica il rene del bambino; l’eccesso di fluoro altera la formazione dei denti (fluorosi); l’eccesso di nitrati è cancerogeno per l’intestino, e nei lattanti sotto i tre mesi può portare addirittura ad intossicazioni anche per piccole quantità. Quindi…

Impariamo a leggere l’etichetta dell’acqua minerale. I principali parametri a cui porre attenzione sono:

1) acqua non gassata, in bottigliette da 1/2 litro;

2) oligominerale (basso contenuto in sali: residuo fisso sotto i 500 mg/litro);

3) attenzione in particolare a: NITRATI sotto i 5 mg/litro e FLUORO sotto 1 mg/litro);

4) basso costo.

 

1) ACQUA NON GASSATA IN BOTTIGLIE DA 1/2 LITRO.

Non gassata appare ovvio per il buon senso comune

In realtà per un certo periodo di tempo ho studiato la possibilità di utilizzare acqua gassata per la diluizione del latte in polvere, in quanto alcuni studi hanno evidenziato che essa rimane sterile più a lungo della non gassata, poiché l’anidride carbonica (che è responsabile delle bollicine) inibisce la crescita batterica. La sterilità assoluta è impossibile (e non utile). Ogni tipo di acqua è definita sterile alla fonte se il numero di batteri inquinanti è sotto una certa soglia di allarme (esclusi naturalmente i più pericolosi che non sono ammessi nemmeno in minime quantità). Dopo l’imbottigliamento controlli a campione permettono l’immissione dell’acqua (definita sterile) sul mercato. All’interno delle bottiglie però, questi microbi in minima quantità all’imbottigliamento, continuano a crescere anche se lentamente. La data di scadenza dell’acqua è studiata per tutelare il consumatore fino al suo acquisto, calcolando anche l’eventuale aumento di carica batterica all’interno della bottiglia (si tratta di microbi non pericolosi per l’adulto). Dopo l’apertura della confezione però, l’inquinamento aumenta enormemente. Paradossalmente, i microbi all’interno della bottiglia, impediscono l’entrata di nuovi microbi dall’esterno dopo l’apertura. Si potrebbe esagerare dicendo che, tanto più l’acqua è sterile prima della apertura, tanto più rischia di inquinarsi dopo, poiché i nuovi microbi provenienti dall’ambiente casalingo non trovano oppositori all’interno della confezione. Se è assodato che le leggi ed i controlli sanitari durante il ciclo produttivo e commerciale, tutelano il consumatore fino all’apertura della confezione, queste precauzioni vengono vanificate quasi se si conserva per 24 ore una confezione aperta di acqua, anche se in frigorifero. Tale fenomeno è insignificante per l’adulto, perché si tratta di microbi non pericolosi e comunque in quantità non allarmante. Nel neonato invece ho ritenuto che questo inquinamento potesse essere importante ed ho studiato il modo per limitarlo.

In studi sull’argomento, è dimostrato che l’acqua gassata è maggiormente protetta dall’inquinamento, perché l’anidride carbonica inibisce i microbi.

In alcuni studi è citato l’esperimento in cui, prendendo due tipi di acqua, una gassata ed una non gassata, con carica batterica uguale all’imbottigliamento, dopo un certo periodo di tempo, all’apertura delle bottiglie, i microbi erano aumentati nel frattempo nell’acqua non gassata assai più che nell’acqua gassata (all’interno delle confezioni integre, durante il periodo di trasporto e stoccaggio nei magazzini). Inoltre una volta aperte entrambe le confezioni e conservate per 24 ore in frigorifero, la carica batterica era ulteriormente aumentata (e di molto) nell’acqua non gassata, mentre rimaneva pressoché costante nella gassata. Si è visto inoltre che la conservazione in frigorifero, non inibiva il fenomeno, anzi, alcuni batteri crescevano meglio alle basse temperature. Tutto ciò è imputabile al fatto che l’anidride carbonica dell’acqua gassata ha un effetto batteriostatico.

Partendo da questi studi, ho cercato il modo di utilizzare acqua gassata, da “sgasare” opportunamente al momento dell’uso, per la diluizione del latte in polvere per neonati. Purtroppo questa mia ricerca non è approdata a nulla. Non ho trovato alcun accorgimento sicuro per eliminare l’anidride carbonica senza alterare la composizione dell’acqua (non certamente i trucchi casalinghi come la bollitura o l’aggiunta di zucchero da cucina o altro). Quindi…..

 

Per prevenire l’inquinamento dell’acqua dopo l’apertura della confezione non rimane che preferire le bottiglie con tappo da richiudere immediatamente dopo l’uso (piuttosto che i brick di cartone) preferibilmente in vetro, in confezioni da 1/2 litro da consumarsi in giornata (piuttosto che da 1 o 1,5 litri). Consumare tutta la quantità di una confezione al più presto (entro le 24 ore). Si conservi pure la bottiglia in frigorifero per abitudine consolidata, ma si sappia che anche dimenticandola fuori dal frigo, non succede nulla.

 

2) OLIGOMINERALE (contenuto in sali -residuo fisso a 180 °C- tra 50 e 500 mg/L)

Questo è il primo parametro da considerare. In base al contenuto in sali, le acque si classificano in:

 

a- minimamente mineralizzate (residuo fisso meno di 50 mg/L);

b- oligominerali (residuo fisso tra 50 e 500 mg/L);

c- minerali (residuo fisso tra 500 e 1.500 mg/L);

d- ricche in sali (residuo fisso oltre 1.500 mg/L);

 

Escludere quelle con contenuto in sali oltre 500 mg/L ovvero le minerali e le ricche in sali. Le ideali sarebbero le minimamente mineralizzate (meno di 50 mg/L) ma attenzione anche al pH di alcune troppo acide (pH ideale tra 6.5 e 7.5) che possono far precipitare alcuni nutrienti del latte. Sono anche le più rare e perciò non sempre reperibili e di solito le più costose.

La scelta quindi cade facilmente sulle oligominerali (sali tra 50 e 500 mg/L). Tale contenuto in sali è adatto al neonato, sono le più diffuse e perciò facilmente reperibili in tutto il territorio nazionale, di conseguenza comprendono anche le più economiche.

 

 

3) Tra i sali ATTENZIONE IN PARTICOLARE A:

a- NITRATI (sotto 5 mg/L)

b- FLUORO (sotto 1 mg/L)

 

a- i NITRATI sono l’indice di inquinamento della falda acquifera. Per la legge Italiana sono ammessi fino a 45 mg/litro ma nei prodotti destinati all’infanzia non devono superare per legge i 10 mg/ litro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità però, raccomanda per i bambini di non superare i 5 mg/litro.

I Nitrati nello stomaco si trasformano in NITRITI che sono cancerogeni per l’intestino (in particolare cancro allo stomaco) e nel sangue inoltre, alterano il trasporto dell’ossigeno.

 

I NITRITI si legano all’emoglobina dei globuli rossi trasformandola in meta-emoglobina, incapace di trasportare l’ossigeno nei tessuti.

In particolare nei lattanti sotto i tre mesi di età, bastano poche quantità di NITRITI per dare avvelenamenti anche gravi.

 

b- Il FLUORO (o fluoruri) nell’acqua è il secondo parametro che chiedo di controllare. La sua importanza e pericolosità è assai minore rispetto ad altri ma per il pediatra è fondamentale. Su questo dato infatti, il medico deciderà se integrare o meno l’alimentazione con FLUORO in gocce o pastiglie, oppure no.

 

Il fluoro è assai importante nella formazione dei denti. La cura di questi oggi sta diventando sempre più pressante, poiché la prevenzione della carie impedisce tutti quei problemi dentari dell’adulto, addirittura limitanti nell’anziano. La cura è sempre assai costosa ed impegnativa ed è noto come non tutte le fasce sociali possano accedervi facilmente, in particolare gli anziani meno abbienti che risultano essere i più bisognosi, tanto da essere oggi considerato un problema sociale (sapete che negli U.S.A. un bambino con dentizione compromessa viene considerato come bambino maltrattato ed i genitori passibili di condanna?)

E’ oramai accertato che una regolare assunzione del fabbisogno quotidiano di fluoro (che è 1 mg al dì) fin da bambini, nell’età in cui si formano i denti, dimezza quasi l’insorgenza e l’evoluzione della carie, oltre alle norme di igiene dentale che è bene osservare fin da piccoli. Semplici ed economici accorgimenti che non giustificano più la stragrande maggioranza di quei “denti rovinati definitivamente” in particolare nei bambini, che ancora oggi si vedono.. Ecco perché la carie nei bambini è oggi considerata una “colpa”.

La maggior fonte di fluoro è l’acqua che beviamo. Se questa è l’acqua potabile della rete cittadina o di fonte, la sua composizione è nota e coinvolge tutta la popolazione del luogo e gli ufficiali di sanità pubblica provvedono a dare le informazioni necessarie agli operatori sanitari. Ai nostri giorni però, si assiste ad un continuo aumento nel consumo di acqua imbottigliata proveniente dalle più disparate fonti d’Italia. Se ciò è un bene per il lattante, potendo scegliere per lui l’acqua oligominerale più adatta, impedisce di fatto il monitoraggio di tutta la popolazione che, per quanto riguarda il fluoro, è affidato al singolo pediatra, il quale indagherà sul tipo di acqua consumata e valuterà l’eventuale integrazione caso per caso. L’assunzione di fluoro raccomandata in età pediatrica è di circa 1 mg al dì. Calcolando quasi un litro di acqua al dì nella alimentazione del lattante e bambino, il contenuto in fluoro dell’acqua non dovrebbe essere superiore ad 1 mg/ litro. Poiché si suggerisce un’acqua povera in sali, oligominerale, talvolta superficialmente si presuppone che anche il contenuto in fluoro sia scarso. Ecco perché è pratica diffusa integrare con fluoro in gocce o pastiglie tutti i bambini indiscriminatamente. Questa pratica negli anni, associata al consumo di acqua imbottigliata di cui non conosciamo il contenuto in fluoro, ha evidenziato un effetto collaterale dell’eccessiva assunzione quotidiana di fluoro: LA FLUOROSI, condizione in cui i denti sono fragili, macchiati e soggetti a carie devastanti. Il fluoro infatti è in equilibrio col calcio nella formazione della ossa ed in particolare dei denti. Quindi non solo la carenza di fluoro, ma anche l’eccesso altera questo equilibrio con maggiore fragilità di queste strutture in ambedue i casi. L’eccesso do fluoro si verifica se l’acqua che assume il bambino ne contiene oltre 1 mg/litro così come se integriamo con pastiglie di questo elemento un lattante che non ne ha bisogno.

 

Leggete nella etichetta dell’acqua che comprate per il vostro bambino, il contenuto in FLUORO O FLUORURI e riferitelo al pediatra. Se l’acqua contiene molto meno di 1 mg/litro di fluoro, l’alimentazione va integrata con pastiglie apposite. Se l’acqua contiene circa 1 mg/ litro non occorre integrazione farmacologia. Se leggete che l’acqua contiene oltre 1 mg/ litro di fluoro, NON DATELA AL VOSTRO BAMBINO

Per mia abitudine personale inoltre, non uso dare fluoro ai lattanti con meno di 6 mesi di età, perché il fluoro si lega al calcio del latte facendolo precipitare (quindi non assorbire). Suggerisco quindi di assumere l’integrazione di fluoro lontano dai pasti di latte. Poiché l’alimentazione del lattante è esclusivamente a base di latte, uso iniziare eventuale integrazione dal secondo semestre di vita. Mi fido del contenuto in fluoro del latte materno. Non ritengo indispensabile inoltre, l’integrazione con fluoro alla gestante. Durante la gravidanza infatti, la necessità di calcio etc. per il feto, è sottratta in particolare dalle ossa della madre, che va incontro ad una osteoporosi fisiologica transitoria. Il fluoro somministrato alla madre non arriva al feto, semmai è utile per ripristinare le riserve della madre.

4) BASSO COSTO

concludo questa mia disamina delle acqua imbottigliate, suggerendo il risparmio al genitore. La spesa più importante per il neonato è il latte adattato (quello col numero 1 accanto al nome) se manca il latte materno. Su questo non transigo. Si analizzerà in altra sede la nocività del latte vaccino per almeno i primi 8 mesi di vita. Purtroppo, con la scusa di una eccessiva spesa insostenibile per la famiglia, la mentalità di risparmiare sul latte è dura da sconfiggere, salvo poi notare come altre spese (a mio avviso meno indispensabili) non vengano lesinate. Sempre in altra sede vedremo come suggerisco di risparmiare su tutto ciò che non sia il latte: pannolini, vestitini, accessori etc. che vorrei le più economiche possibile. In questa sede sottolineo questo aspetto solo per quanto riguarda l’acqua, che vorrei anch’essa scelta tra le più economiche, non essendo affatto indispensabile per la salute del bambino acquistare le più costose e maggiormente pubblicizzate. Escludo quindi le minimamente mineralizzate (sali meno di 50 mg/litro) perché eccessivamente costose e rare, non ne vale proprio la pena. Scelgo tra le oligominerali, quelle locali, meno costose, purchè rispettino i requisiti accennati sopra (sali tra 50 e 500 mg/L; nitrati meno di 5 mg/L; fluoro fino ad 1 mg/ L; non gassate)

Tra queste ho individuato alcune acque provenienti da fonti Sarde e qui imbottigliate; ciò dovrebbe salvaguardare l’economia delle nostre famiglie e di tutta la Sardegna, che se non difendiamo noi non la difende nessun altro.

Esse sono:

 

NOMEORIGINEResiduo fisso

(tra 50 e 500 mg/l)Fluoruri

(o fluoro: massimo 1 mg/l)Nitrati

Massimo 5 mg/lSAN LEONARDOOristano115 mg/l0,1 mg/l1,9 mg/lPURACagliari218 mg/l0,1 mg/l1,8 mg/lSANT’ANGELOCagliari222 mg/l0,3 mg/l0,6 mg/lLEVIACagliari244 mg/l0,5 mg/l0,1 mg/lSAN GIORGIOCagliari278 mg/l0,2 mg/l0,2 mg/lSIETE FUENTESOristano116 mg/l0,1 mg/l1,9 mg/l

 

Seguono due pagine tratte dal “Giornale del consumatore” edito a Cagliari, Via Giardini 179 tel. 070-48.50.40 numero 140 del Marzo 2003 in cui si insegna a leggere le etichette dell’acqua, e delle pagine tratte dal “Gambero Rosso” n° 129 Ottobre 2002 in cui, nella striscia in basso le acque sono citate in ordine alfabetico col numero accanto che rimanda alla graduatoria della tabella in alto.

Fernando Maxia

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